momento epico all’olympiastadion
In ogni concerto che si rispetti, l’entrata allo stadio – se ce n’è uno – è uno dei momenti salienti ed epici di tutta la faccenda: il buio delle gallerie e all’improvviso si spalanca l’ovale, che va riempiendosi che sembra che non ci stia più nessuno.
Se poi tutto questo avviene all’Olympiastadion di Berlino, lo stadio di Jesse Owens e delle medaglie alla faccia del baffino isterico, tutto diventa più speciale. Perché lo stadio è ancora quello del 1936, più o meno, basta far finta di non vedere la copertura e immaginarsi orrende bandiere qua e là. Ecco com’è andata, qualche giorno fa (e io avevo la maglietta di Mao, appositamente).
C’erano le vibrazioni? 😉
Figuriamoci, i crucchi hanno una solidissima tradizione di hard rock e metal, altro che vibrazioni, e hanno il palato, se così si può dire nel genere, fine: difatti hanno aperto i Volbeat, robusti signori pestoni. Però avrei voluto vedere i signori vibrazioni in pasto a una platea germanica rigonfia di birra.
Non so se ti sia simpatico Javier Bardem, ma dopo queste foto secondo me sì: occhio alla maglietta (e alla Penélope anche, visto che ci siamo).
http://seidimoda.repubblica.it/fotovideo/home/25464309?ref=HRESS-4
Ma guarda te, non si sa mai non si sa mai ciò che al mondo ci può capitar… Prima mi piaceva Penelope, adesso invece mi piace Javier, sorprese della vita. Grazie assai.