è andata

La SS United States, un transatlantico varato un anno prima dell’Andrea Doria, nel 1950, velocissimo, anzi il più veloce di sempre, quasi duemila posti in cabine all’avanguardia, una veterana della tratta da New York a Southampton, dal 1969 era ormeggiata al molo 82 di Philadelphia.

Dopo innumerevoli vendite, restituzioni, progetti di restauro e di rimessa in servizio come transatlantico di lusso, alla fine, visti i costi di ormeggio e il decadimento della struttura, si è optato per la decisione più facile: la bonifica e l’affondamento.

Affondamento a scopo benefico, ovvero la trasformazione in una barriera corallina artificiale. Io non so se questa cosa sia effettivamente vera, cioè se sia un bene che un relitto venga affondato e poi serva davvero alla fauna marina, non lo so proprio, so che da un po’ queste cose si dicono, mentre decenni fa si affondavano e basta. Come le auto in acqua, del resto. Almeno adesso si bonifica.
Per questo, la SS United States è appena partita per Mobile, Alabama (e già scoprire che l’Alabama è sul mare è qualcosa) – anche se alcuni dicono Norfolk in Virginia e poi Okaloosa County in Florida – per la bonifica e poi verrà trascinata nell’oceano, al punto scelto.
Più grande del Titanic, più veloce di qualsiasi nastro azzurro, la SS United States è stata salutata con affetto dai filadelfiani:

C’è di sicuro gente che è nata dopo l’ormeggio e l’ha vista lì da sempre, come non comprenderli? 301 metri di lunghezza, 53mila tonnellate di stazza, 8 caldaie Babcock & Wilcox, 4 turbine Westinghouse per 248mila cavalli, una bestia da quasi trentotto nodi all’ora che si mangerebbe anche le navone di oggi. I filmati dei filadelfiani che, commossi, la salutavano dalle rive e dal ponte del porto sono abbastanza significativi. Peccato, merita un’immagine che mostri quando era in piena forma:

Notevole.

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