placcalo e portaglielo, sbrigati

Non vorrei parlarne per non alimentare il circolo vizioso del lui-fa-cose-indegne, Repubblica-vende-più-copie, noi-ne-parliamo-al-bar-sdegnati. Ma una cosa almeno è troppo golosa per perderla, quindi ne parlo.

Ogni presidente, mi pare di aver letto, ha a propria disposizione centomila dollari di budget da spendere per arredamento di proprio gusto nella stanza ovale o nella Casa bianca; Obama si fece prestare a pagamento un paio di Hopper, per dire, Trump al primo giro spese un milione e mezzo. Ora pare partito con il medesimo slancio, ci sarà la fila fuori dalla Casa di mercanti e artistoni per portare oggetti placcati d’oro o placcare quelli già presenti, leggo i telecomandi. Comodo. Visti gli esempi delle altre sue case, non stupisce che riempia tutto di cose dorate in stile barocco-kitsch come certe gazze che si portano nel nido le cose sbrillucciche e, scorrendo alcune foto, questa cattura la mia attenzione:

Non tanto per le cariatidi al centro, che comunque, ma per la riproduzione della coppa del mondo di calcio. Che manco fosse un ex-calciatore. Speranzoso, ho cercato immagini più grandi per leggere la scritta sulla targhetta, sperando in una dedica personalizzata, invece è un modesto ‘Fifa world cup 2018’, che delusione anche in questo. Speravo fosse una di quelle coppe al ‘papà migliore del mondo’ o al ‘campione del mondo dei nostri cuori’, ‘best president ever, signed JD‘, peccato.

Ma c’è di meglio. Sobbalzo quando vedo la riproduzione in scala uno a due del Monte Rushmore tutta d’oro e, non bastasse, con l’aggiunta a destra del quinto presidente, chiaramente il più grande tra tutti.

Sobria ed elegante. L’aveva già fatto qualcuno ma senza oro e con ben altre motivazioni ed esiti, deludente anche qui. Però l’oggetto è notevole, davvero, e non riesco a non pensare al subbuglio di venditori d’arte di seconda segata, artisti morti da tempo, falsari incapaci, placcatori vendicativi che si lanciano, finalmente, alla riscossa facendo la fila per proporre al presidente un oggettino che nella sua collezione non può certo mancare. Chissenefrega, placcalo e portaglielo.

Dove, invece, non mi ha deluso è stato nella vendita delle auto. Noi diamo del ‘venditore di auto’ con senso spregiativo ai venditori non particolarmente capaci o, anzi, interessati alla sola vendita senza scrupoli ulteriori ma, anche in questo, senza la bravura eccellente di chi è davvero capace, mentre in questo caso il venditore del ‘White house Tesla auto mall’ ci ha messo tutto il proprio impegno:

Oh, ed è tutto acciaio e su compiuter. E se ne danneggi una, ti perseguiremo sull’intero orbe terracqueo per terrorismo interno, chissà mai incontri Meloni che per le stesse zone insegue gli scafisti. Non è un reato come assaltare il Campidoglio armati, no, quello è un’altra cosa: quelli sono patrioti.

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